a cura di Jacopo Filisetti

a cura di Jacopo Filisetti

Huawei Mate 40 Pro potenza e innovazione nel nuovo top di gamma

finalmente la nuova gamma di smartphone senza segreti. Innanzitutto, una precisazione: i modelli sono tre, Mate 40, Mate 40 Pro e 40 Pro+, ma solo gli ultimi due saranno disponibili sul nostro mercato. Entrambi vengono proposti con supporto alle reti di nuova generazione e dalle spiccate doti fotografiche, come ormai di tradizione per la serie.

Huawei ha annunciato il suo Mate 40 Pro. Se tornassimo indietro nel tempo, di almeno due anni, oggi l’attesa sarebbe stata pari a quella per i nuovi iPhone.
Huawei si stava costruendo un nome non solo con pubblicità martellante, quella serve sempre, ma anche con prodotti che dimostravano davvero quanto il brand cinese fosse diventato, da follower, un leader della categoria.
Soprattutto sulla fotografia, dove Huawei per prima (escludendo Nokia) ha portato i sensori con risoluzione elevata, pensiamo ai 40 megapixel del P20 Pro, la fotografia computazionale, la modalità notte e soprattutto la NPU, il processore per l’intelligenza artificiale.

Huawei Mate 40 Pro potenza e innovazione nel nuovo top di gamma Il Mate 10 Pro è stato il primo smartphone dotato di intelligenza artificiale, c’era sicuramente del marketing ma in quel Kirin 970 Huawei aggiunse, per la prima volta in un processore per smartphone, un core dedicato al calcolo neurale. Oggi il processore che accelera il machine learning è un qualcosa che non può mancare in nessun prodotto smart: c’è nei telefoni, nei TV, c’è negli smart speaker. Huawei ci aveva preso, ed è stata solo la prima di tante volte.

Il Mate 40 Pro arriverà in Italia a 1.249 euro, e arriverà ovviamente senza servizi Google e con i Huawei Mobile Services. Non sarà per Huawei un telefono facilissimo da vendere: se consideriamo il periodo in cui ci troviamo il Mate 40 Pro avrebbe fatto fatica anche se ci fossero stati i servizi Google, ma è comunque un telefono che ci mostra quello che l’Europa potrebbe perdere a causa delle decisioni prese dal Governo americano.
Huawei è una delle poche aziende che non solo riesce a costruire ottimi telefoni con tutti i componenti fatti in casa, ma è capace ancora oggi di trovare spunti di innovazione in un segmento fermo. Huawei non è come gli altri brand cinesi: è facile comprare un eccellente processore fatto da Qualcomm e servirsi di Qualcomm per sistemare antenne e moduli 5G, è un po’ più difficile fare tutto in casa, dalla progettazione allo sviluppo.
Il cuore del nuovo Mate 40 Pro è il Kirin 9000, quel processore fatto in casa con tecnologia a 5 nanometri che TSMC, dopo una prima produzione, è stata obbligata a bloccare.
Non sappiamo quanti Kirin 9000 abbia Huawei in casa, forse qualche milione che non siamo certi bastino a soddisfare il fabbisogno interno di uno smartphone che in Cina, viste le premesse, potrebbe fare il sold out in pochi giorni.
Il Kirin 9000 è il primo processore per smartphone con modem 5G Balong integrato realizzato a 5 nanometri: l’A14 di Apple è a 5 nanometri e ha 11.8 miliardi di transistor, ma il modem di Qualcomm è esterno e l’X55, questo quello usato sull’iPhone, ha paio d’anni alle spalle ed è ancora realizzato con tecnologia a 7 nanometri.
Con 15.3 miliardi di transistor il Kirin 9000 è oggi, in attesa dei nuovi Snapdragon, il prodotto più completo sul mercato.
Huawei entra rapidamente nei dettagli del processore: la CPU ha 8 core, 1 core un Cortex A77 ad alte prestazioni, 3 core sono A77 Cortex con clock a 2.54 Ghz e infine ci sono altri 4 core Cortex A55 ad alta efficienza.
Se la CPU è solo del 10% più veloce di quella degli Snapdragon 865+, che sono comunque SoC dello scorso anno, la GPU è del 52% più veloce, una Mali G78 a 24 core. Huawei migliora anche le prestazioni della NPU, il processore neurale fatto in casa: anche per lei configurazione multicore con 2 Big Core e 1 Tiny Core.
Con supporto alle memorie DDR5, un nuovo ISP e il modem Balong 5000 integrato sul ‘die’ ci troviamo davanti ad un piccolo mostro di potenza.
Nonostante la serie Mate sia quella storicamente dedicata ad una utenza business, mentre la serie P è quella destinata alla fotografia, nel Mate ci sono diverse novità in ambito foto e video che completano il lavoro fatto sul P40 Pro e sul P40 Pro Plus.
Una di queste è il nuovo sensore ultra grandangolare: Huawei si è resa conto che il sensore da 40 megapixel con obiettivo 18 mm equivalente usato sul P40 era un controsenso. Lo avevamo scritto anche noi in fase di recensione: 18 mm non sono un angolo così ampio da poter essere definito ultra wide.
Su Mate 40 Pro il sensore viene ridotto leggermente così da arrivare a 100 gradi di angolo di visione, ma riesce comunque ad essere ben più grosso di quello usato dagli altri produttori. Come fa Huawei ad usare un sensore grande, con pixel da 1.6 micron e 20 megapixel totali, mantenendo una apertura ampia?
Per la prima volta su uno smartphone viene usata una lente free form, ovvero un obiettivo composto da una lente che al posto di avere classica forma sferica ha una superficie modellata per indirizzare la luce sulla superficie quadrata del sensore.
Questo permette a Huawei di ottimizzare l’accoppiamento lente sensore senza avere una fastidiosa deformazione a barilotto. Per quanto sia una piccola cosa, è comunque l’ennesima innovazione in ambito fotografico.
Mate 40 Pro ha anche una ricarica a 66 watt, una ricarica wireless che arriva a 50 watt, uno schermo HDR OLED con cornici sottilissime, è IP68 e una interfaccia EMUI che dimostra idee e sostanza.
Il fatto di poter ritagliare da una foto un elemento e usarlo per l’Always on Display è una di queste, ma quella che forse più colpisce è la tecnologia Attention Aware che accende lo schermo con lo sguardo.
Se il telefono è sulla scrivania, basta un colpo d’occhio per far apparire l’always on display, con le notifiche e l’ora. Questo sensore permette lo sblocco 3D con il volto che si somma a quello biometrico sotto lo schermo: doppia opzione.
Come il P40 Pro anche il Mate 40 Pro è un top di gamma di quelli veri, diverso, anche nel design, da tutti gli altri smartphone “fotocopia”.

Caratteristiche tecniche

– Display –
OLED da 6,7” 1344×2772, 456ppi, refresh rate 90Hz, frequenza campionamento 240Hz
– Processore –
Kirin 9000
– Memoria –
8GB di RAM, 256GB interna espandibile tramite NM Card fino a 256GB
– Tasti e gesture –
fisici: accensione, volume | gesture: Air Gesture
– Sensore delle impronte digitali –
integrato nel display
– Dual SIM – ibrida
– Connettività –
5G, WiFi 6 dual band, Bluetooth 5.2 LE, NFC, USB-C, GPS L1/L5, Glonass, Beidou, Galileo, NavIC
– Funzione desktop –
Modalità Desktop Wireless tramite WiFi Direct
– Certificazione – IP68
– Fotocamera anteriore –
13MP, f/2,4, sensore di profondità 3D
– Fotocamere posteriori –
50MP Ultra Vision, f/1,9 | 20MP grandangolare, f/1,8, 12MP tele, f/3,4 con zoom periscopico 5x, ibrido 10x, digitale 50x, OIS | Mate 40 Pro+: doppio teleobiettivo con zoom ibrido 20x e digitale 100x
– Batteria –
4.400mAh con ricarica Huawei SuperCharge a 66W, ricarica Huawei SuperCharge wireless a 50W
– Dimensioni e peso –
162,9×75,5×9,1mm , 212g
– OS – Android 10 con EMUI 11 (NO GMS)
– Colorazioni –
​Pro: Black, Mystic Silver
Pro+: Ceramic Black, Ceramic White

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