a cura di Diego Pierantoni

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la vera storia dei funko

non sono più prodotti di nicchia, da nerd, da amanti dei fumetti o da collezionisti. Parliamo infatti di un vero e proprio fenomeno di mercato che ha saputo raggiungere numeri di vendita sbalorditivi arrivando ad un valore del brand di quasi 900 milioni di dollari

Possiamo trovarli ovunque e sono stati realizzati di qualsiasi personaggio ci possa venir in mente.
Ma sappiamo da dove inizia la loro storia? Sappiamo chi è stato l’ideatore di questi fantastici personaggi? Beh oggi parleremo proprio di questo.
Tutto iniziò più di 20 anni fa, precisamente nel 1998, quando Mike Becker, un collezionista americano, decise di creare dei personaggi da collezione a prezzi bassi, per tutte le tasche.
Non pensate subito al funko pop di oggi, erano oggetti simili, per la precisione dei bobbleheads chiamati “Wacky Wobblers”, ma ancora lontanti dalla forma attuale.

la vera storia dei funko

La prima uscita fu dedicata alla mascotte di una nota catena di fast food americana, la Bob’s Big Boy.
Questa linea non ebbe un gran successo, e il buon Mike decise di riprovarci con i “Funkovision”, una serie di statuette racchiuse all’interno di una piccola riproduzione di un televisore.
Le statuette rappresentavano i personaggi dei Looney Tunes, I Flinstones, L’orso Yogy, Betty Boop e i Peanuts.
Nonostante stessero raggiungendo la consapevolezza che le licenze fossero la chiave di volta del progetto, purtroppo neanche queste produzioni servirono a far decollare l’azienda, portando il povero Becker, nel 2005, a dover vendere la proprietà a Brian Mariotti, ex proprietario di locali notturni.
Il primo successo del nuovo presidente fu la pubblicazione delle “Fantastik Plastik”, delle statue in vinile rappresentanti personaggi su licenza.

Seguirono poi altri tipi di prodotti sempre economici e basati su delle licenze come Disney o Star Wars.
La vera svolta è avvenuta nel 2010, quando alla fiera di San Diego( San Diego Comic-con), debuttarono i “Funko Force 2.0”, una linea molto vicina a quella attuale.

la vera storia dei funko

Infatti iniziavano ad esserci le famose teste quadrate con angoli arrotondati, un’altezza di circa 9 centimetri, degli occhi rotondi simili a pulsanti e un naso decisamente piccolo.

I tratti di questi personaggi erano ispirati alle figures giapponesi e avevano l’intento di risultare teneri e carini agli occhi del pubblico.
La prima serie fù dedicata ai personaggi DC, nella fattispecie le 4 statuette rappresentavano:
Batman in 2 pose diverse, Batgirl e Lanterna Verde.
Da quel momento l’azienda

Funko iniziò ad acquistare quante più possibili licenze, a partire da Marvel, Star Wars e DC Comics, arrivando oggi a contarne più di 200 diverse.
Tutto questo ha permesso di produrre circa 8500 Funko diversi ad oggi, un numero destinato a crescere molto velocemente visto il numero di uscite mensili.

la vera storia dei funko Il successo però, è giusto sottolinearlo, non arriva solo attraverso l’acquisizione delle licenze, ma anche attraverso la minuziosa cura dei particolari come la scelta del packaging di ogni pop.
Pensate che l’azienda Funko ha dichiarato di poterci impiegare anche 45 giorni per lo sviluppo della scatola di un singolo personaggio, in quanto credono che il primo impatto debba essere molto rappresentativo.
Ora, con tutta questa scelta, con un catalogo così vasto, come riesce un consumatore, un appassionato o un collezionista a districarsi in questo mondo?
Per fortuna vengono in nostro soccorso i bollini Funko applicati al frontale della confezione!
Difatti i pop limitati o più particolari hanno dei bollini che ne vanno a descrivere la loro particolarità.
Ognuno di questi adesivi può “dirci” qualcosa di diverso, ad esempio la possibilità che il funko si illumini al buio, in questo caso il bollino sarà “glows in the dark” oppure la consistenza del materiale esterno che potrebbe essere di lana, qui troveremo la dicitura “flocked” o ancora che il funko proviene da un mercato diverso come ad esempio quello americano e allora troveremo il molto più generico “special edition”.
Molti bollini rappresentano invece la fiera nella quale sono stati venduti per la prima volta.
Le 2 principali fiere di settore sono il San Diego Comic-Con(ne abbiamo parlato anche sopra) e il New York Comicon dove vengono venduti in esclusiva diversi funko che assumono nel tempo delle valutazioni molto alte vista la difficoltà nel reperirli successivamente.
Sicuramente però il bollino più ricercato e ambito è quello “Chase” che sta ad indicare un Funko particolare, stampato in pochissimi esemplari, per l’esattezza 1 ogni 6 standard, avente dei dettagli diversi dall’originale come potrebbe essere il colore di capelli, un accessorio in più come un cappello o un oggetto mancante.
Pensate che queste edizioni, possono raggiungere dei valori di mercato molto più alti della loro controparte senza bollino, sino a 10 volte di più.

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