Elden Ring è atteso dal E3 2019 e il lavoro dietro a questo gioco risale addirittura al 2017, rendendolo di fatto il prodotto dalla più lunga gestazione per From Software, ma anche il più promettente viste le premesse.
Come tutti sanno Hidetaka Miyazaki non è l’unica penna dietro la scrittura di questa opera, l’ospite speciale che ha curato tutta la creazione del mondo di gioco, delle creature e della lore dietro a queste è il leggendario George R. R. Martin, scrittore della serie di libri da cui è tratto Il Trono di Spade.
Già il solo annuncio di questa collaborazione ha contribuito a puntare tutti i riflettori su Elden Ring e messo sottopressione From Software come mai prima d’ora ma la gestione del progetto da parte degli sviluppatori è stata davvero impeccabile, con l’annuncio nel 2019 che è stato seguito da un rigoroso silenzio stampa fino a giugno 2021, dove è stata annunciata la data di uscita su console e PC, poi posticipata al prossimo 25 febbraio 2022 vista l’uscita anche per le nuove console next-gen.
Il network test ci ha permesso di provare il gioco in una buona porzione di mappa, lasciandoci la completa libertà di azione in quella che dovrebbe essere la prima zona del gioco, una vasta pianura popolata da diversi tipi di nemici e da una buona quantità di dungeon secondari, ma una volta presa in mano la situazione e spolpato ogni centimetro di questa zona, ci siamo resi conto che ci trovavamo di fronte ad una porzione incredibilmente minima di quello che sarà poi Elden Ring.
L’incipit è iconico, dopo una breve introduzione al mondo di gioco ci troviamo ad affrontare un mini dungeon che funge da tutorial per il gioco, dove ci vengono introdotte le meccaniche basi di Elden Ring e ci viene dato un assaggio di combattimento con un boss finale tutt’altro che impegnativo, ben lontano dagli standard di difficoltà che troveremo nel gioco.
Una volta aperta la mappa open world ci viene data un’indicazione per proseguire nel gioco e trovare il primo Luogo di Grazia, la reincarnazione dei falò dove è possibile riposarsi, ripristinare la vita e come da tradizione, far respawnare tutti i nemici nel mondo di gioco.
Come di consueto gli sviluppatori si sono impegnati a nascondere diversi elementi all’interno della mappa di gioco, facendo capire fin da subito come l’esplorazione di ogni anfratto, dungeon secondario o accumulo di rocce visto in lontananza sia fondamentale per il miglioramento delle nostre abilità e per arrivare preparati alle insidie che Elden Ring ha in serbo per noi. Gli sviluppatori poi non solo incoraggiano caldamente l’esplorazione, ma la rendono incredibilmente più facile e piacevole rispetto al passato con l’introduzione del salto da sempre assente nei souls e di Tempesta, un destriero che oltre a velocizzare l’esplorazione è anche fondamentale per raggiungere determinati luoghi altresì inaccessibili e molto altro.
Questa sorta di cavallo-alce potrà essere richiamato solo durante le fasi nella mappa aperta e mai durante i dungeon principali o secondari e oltre ad essere l’unico mezzo per fare una sorta di doppio salto che ci permetterà di raggiungere delle zone sopraelevate, gli sviluppatori lo hanno dotato di una barra della vita e hanno introdotto in Elden Ring un sistema di combattimento a cavallo che in più di un’occasione ci ha salvato la pelle in situazioni particolarmente affollate.
La possibilità di montare in sella ci permette di fuggire da un gruppo di nemici particolarmente ostico per poi tentare un approccio più ragionato, ma anche approcciarci a uno scontro direttamente a cavallo visto che il sistema di combattimento a cavallo risulta ottimo e soprattutto contro nemici base è parecchio efficace. Certo From Software non ci permette di abusarne in quanto la barra della vita per Tempesta è limitata e una volta perso il nostro fido destriero, dovremo recarci ad un Luogo di Grazia per riaverlo, perciò sta a noi bilanciare al meglio questa meccanica e usarla solo nei momenti opportuni. Meccanica che come abbiamo detto, non c’è durante i Legacy Dungeon, le missioni principali di Elden Ring.
Di certo c’era il rischio di perdere un po’ di quella qualità di level design che da sempre caratterizza le opere di Miyazaki, ma da quanto abbiamo potuto vedere durante il nostro test, il level design rimane una caratteristica fondamentale all’interno di Elden Ring e la firma di Miyazaki si vede non solo nei dungeon, ma anche durante l’esplorazione della mappa aperta, rendendo di fatto Elden Ring un’opera incredibilmente fedele ai dettami From Software, ma segnando anche un importante passo avanti per quello che saranno poi anche i lavori futuri.
Elden Ring ci ha conquistato in poche ore di gioco, in una zona di mappa che è praticamente un 10% del gioco nella sua interezza eppure già ci è bastato a convincerci, a dirci che dal 25 febbraio verremo rapiti da quello che con molta probabilità sarà il nuovo capolavoro From Software.