Call of Duty, lanciato nel 2003 da Infinity Ward, fece subito centro proponendo un’esperienza intensa e cinematografica: la campagna ambientata nella Seconda Guerra Mondiale, i vari fronti – americano, britannico, sovietico – e una struttura narrativa che metteva il giocatore al centro dell’azione.
Battlefield, invece, muove i suoi primi passi già nel 2002 con Battlefield 1942 sviluppato da Digital Illusions CE che sarebbe diventata poi DICE.
Quel titolo mise subito l’accento sulla scala, sull’ampiezza delle mappe, sull’uso di veicoli e sulla battaglia condivisa, dove ogni giocatore conta, non solo per i riflessi ma anche per la strategia e la cooperazione.
Titoli come Modern Warfare (la trilogia originale e reboot), la saga di Black Ops, World at War, ogni volta hanno spinto nuovi standard in termini di narrazione, immedesimazione e velocità di gameplay.
Si è venuto quindi a creare lo storico dualismo, dove ad ogni Call of Duty cinematografico e rapido ha risposto un Battlefield più “realistico”, con produzioni che enfatizzano la distruttibilità ambientale, il combattimento su larga scala, la diversificazione dei ruoli (supporto, assalto, difesa, veicoli), e la sensazione di essere immersi in conflitti vasti, dinamici, che cambiano col mutare della battaglia.
Mentre per Call of Duty abbiamo già citato i suoi titoli più significativi, in Battlefield facciamo più fatica a trovarli in quanto ci sono tanti esempi diversi, ognuno dotato di punti di forza specifici che hanno fatto breccia nel cuore dei fan. Dalle battaglie enormi di Battlefield 2 alle scanzonate avventure in Bad Company, passando per i capitoli più tecnicamente avanzati come Battlefield 3 e i più recenti Battlefield 1 e Battlefield V che hanno portato a schermo delle rappresentazioni storiche accurate dei due conflitti mondiali.
Nel complesso è sempre stato difficile dire chi fosse migliore tra Battlefield e Call of Duty quando per fare un esempio, all’uscita di Bad Company 2, Activision rispose con il primo Black Ops, mettendo in campo due dei titoli migliori per entrambi i franchise.
Di fatto però si è sempre creata una schiera di preferenza negli utenti legata principalmente al gameplay, al feeling che un gioco sapeva dare pad alla mano e che faceva pendere la scelta tra un titolo e l’altro.
Call of Duty ha sempre saputo mettere in gioco un feeling particolare, proprietario della saga che ha saputo conquistare milioni di fedelissimi nel tempo.
Un gameplay che si è evoluto nel tempo in maniera costante, proponendo sempre la versione migliore del gameplay precedente, pur rimanendo fedele alla “ricetta” originale, dandoci la sensazione di stare a giocare sempre lo stesso gioco ma in maniera positiva, come un gradito ritorno a casa.
È per questo che ancora oggi giocare a Battlefield 3 o a Bad Company 2 è rimasta un’esperienza appagante e divertente, perché quel feeling di gameplay è rimasto in quel gioco, non si è portato avanti alla stessa maniera.
Al contrario a giocare oggi un Moder Warfare 2 originale si fa fatica, perché l’evoluzione nel gameplay di Call of Duty è stata più progressiva. Sul fronte gameplay non possiamo non parlare di Warzone, il punto di rottura più importante nella saga di Call of Duty, quello che negli ultimi anni ne ha decretato la “vittoria” sull’utenza, imponendosi come lo sparatutto più giocato online.
Unire il gameplay di Call of Duty ad un’esperienza battle royale nel periodo in cui i battle royale hanno toccato l’apice del loro successo è stata la mossa vincente di Activision, che complice la pandemia che ci ha “costretto” a giocare tutto il giorno ai videogiochi, ha reso Call of Dury Warzone un campione di incassi, pur essendo un gioco gratuito.
Nel frattempo Battlefield possiamo dire che si è un po perso questo treno, non entrando praticamente mai nel campo dei battle royale e tentando un approccio diverso e più conservativo con Battlefield 2042 che non è andato così bene.
La rivalsa per la serie sembra che arriverà quest’anno, con l’uscita dell’atteso Battlefield 6 che ha già saputo conquistare i fan attraverso una lunga fase beta pubblica, che ha messo in chiaro la voglia di tornare ai vecchi fasti per la serie, puntando a detronizzare Call of Duty. Oltre alle modalità storiche della saga come conquista e le iconiche mappe su larga scala, Battlefield 6 offrirà anche la sua versione battle royale, che non vediamo l’ora di provare. La battaglia eterna tra questi due brand è destinata a non finire mai e quest’anno tornerà ad essere centrale con l’uscita di Battlefield 6 e di Call of Duty: Black Ops 7 che proveranno ancora una volta a contendersi il campo di battaglia videoludico, in una guerra che di fatto ha un solo vincitore, il gaming!