Nata nel 1986 sul leggendario Nintendo Entertainment System, la serie è una delle colonne portanti della grande N, capace di fondere esplorazione, atmosfera e azione come nessun’altra. La saga di Metodi ha sempre rappresentato un simbolo di innovazione, un punto di riferimento per intere generazioni di sviluppatori e giocatori, la cui eredità ha dato vita ad un genere che ancora oggi sa emozionare e divertire.
Fin dal primo capitolo, Metroid ha saputo distinguersi nel panorama dell’epoca. Uscito in un periodo in cui i videogiochi erano spesso lineari e basati su progressioni semplici, il titolo ideato da Yoshio Sakamoto e Gunpei Yokoi proponeva un’esperienza completamente diversa.
Il giocatore si trovava nei panni della misteriosa cacciatrice di taglie Samus Aran, impegnata a esplorare un misterioso pianeta infestato da creature aliene e pericoli nascosti. La struttura del gioco rompeva gli schemi dell’epoca, distaccandosi dalla progressione a livelli a cui eravamo abituati, per proporre un unico mondo di gioco da esplorare liberamente, con aree accessibili solo dopo aver ottenuto nuovi potenziamenti.
Niente dialoghi, né compagni di viaggio, solo il misterioso protagonista, la sua armatura e un mondo ostile da esplorare, accompagnato dalle musiche di Hirokazu Tanaka, anch’esse iconiche.
Come se non bastasse, Nintendo ruppe ulteriormente gli schemi nel finale del gioco, togliendo l’armatura al misterioso protagonista che si rivelò essere una donna, rendendola una delle protagoniste più iconiche nella storia del gaming.
Negli anni poi la formula venne perfezionata, prima con il secondo capitolo su Game Boy e poi su Super NES dove nel 1994 uscì Super Metroid, quello che ad oggi è considerato il miglior capitolo della serie e uno dei migliori giochi dell’epoca, nonché il padre spirituale di tantissime opere moderne come Hollow Knight e Ori and the Blind Forest.
A riprova della potenza del brand, Metroid sopravvisse e si evolse ancora di più con l’arrivo dell’eratridimensionale che fu per molti una vera e propria prova del nove. Tra le tante vittime illustri che non riuscirono mai a confermare il loro successo passato, Metroid fu una vera mosca bianca per l’epoca con Metroid Prime su GameCube.
Fu una scommessa audace, passare dal 2D al 3D in prima persona cercando di mantenere i principi cardine della serie fu una sfida importante che portò ad un risultato straordinario.
Lontano dal semplice sparatutto, Metroid Prime trasformava la prospettiva in uno strumento di immersione: vedere il mondo attraverso la visiera di Samus significava vivere l’esperienza in modo più intimo e realistico.
Ogni dettaglio del pianeta Tallon IV trasudava vita, storia e mistero. L’uso della scansione ambientale, che permetteva di raccogliere informazioni su flora, fauna e tecnologie aliene, aggiungeva una profondità narrativa senza precedenti.
Il clamoroso successo si riconfermò con il secondo e il terzo capitolo Metroid Prime che introdussero nuove meccaniche e ampliarono ulteriormente la lore della saga, guidando la serie all’era moderna senza mai abbandonare le sue origini.
Alla saga Prime diventata di fatto la saga principale del gioco si sono poi affiancati gli spin-off bidimensionali moderni Metroid: Zero Mission e Metroid: Samus Returns rispettivamente usciti du Game Boy Advance e Nintendo 3DS fino ad arrivare al più recente e apprezzatissimo Metrodi Dread su Switch, un titolo che ha saputo mescolare tradizione e innovazione, proponendo un’atmosfera ed un design molto simili ai primissimi capitoli della serie, ma con un gameplay frenetico e adrenalinico che è colpito in pieno.
Nintendo e Retro Studios hanno promesso di portare la serie verso nuovi livelli di immersione, con una grafica di nuova generazione e un gameplay che saprà fondere la tensione claustrofobica delle origini con l’ampiezza e il realismo delle nuove tecnologie.
E se la storia di Metroid ci ha insegnato qualcosa, è che ogni ritorno di Samus è sempre un evento capace di ridefinire le regole del gaming.
Metroid Prime 4 si candida ad essere una vera killer app per Nintendo Switch 2 e a fare scuola per i futuri progetti Nintendo e non, essendo di fatto il capostipite e generale incontrastato del genere metroidvania.
Tra le poche, centellinate informazioni che Nintendo ha rilasciato sul gioco, l’ultimo Nintendo Direct ha mostrato la nuova compagna di avventure di Samus, una moto iper-tecnologica chiamata Vi-O-La che a detta degli sviluppatori verrà implementata in maniera attiva nel gameplay e non relegata a semplice mezzo di trasporto nell’open-world del gioco.
I tanti dubbi, l’attesa e la voglia di tornare in compagnia di Samus Aran termineranno il prossimo 4 dicembre, data d’uscita ufficiale per Metroid Prime 4: Beyond su Nintendo Switch 2, una data che ogni fan della serie ha segnato in rosso sul proprio calendario.
La saga di Metroid è pronta a riconfermare la sua storia gloriosa, partita in 2D oltre quarant’anni fa e proseguita non solo dalla saga principale ma anche da tantissimi eredi spirituali che negli anni sono stati etichettati come “metroidvania” rendendola di fatto un unicum nell’industria videoludica che difficilmente potrà ripetersi e che senza sorprese, è un vero araldo della grande N, una serie che ne ha definito i successi negli anni e che siamo sicuri continuerà a farlo per molti altri ancora.