Il battle royale di Activision è da considerarsi un gioco a sé stante, ma ovviamente con ogni nuovo Call of Duty si va a ritoccare l’esperienza di gioco di Warzone nelle armi e nelle ambientazioni, con un grosso restyling inaugurato con l’uscita di Cold War e un successivo aggiornamento minore subito in seguito a Vanguard, uno dei COD meno amati dai fans degli ultimi anni.
Non dimentichiamoci però che Warzone è un gioco basato sul primo Modern Warfare (ovviamente parliamo del remake del 2019) e che con Call of Duty: Modern Warfare 2 arriverà alla sua versione 2.0, proponendosi come un gioco interamente rivisto fin dalle fondamenta e basato sul motore di gioco del nuovo MW2.
E’ perciò lecito aspettarsi davvero molto dal gioco principale che uscirà il prossimo 28 ottobre e che abbiamo potuto testare in molti suoi aspetti grazie agli eventi beta sulle varie piattaforme e alla beta pubblica di fine settembre, riuscendo a farci un’idea complessiva su cosa aspettarci da questo prossimo grande Call of Duty.
Le nostre prove di MW2 ci lasciano ben sperare per il multiplayer della serie, che sembra essere tornata ai fasti di un tempo e mira non solo a riconquistare l’utenza più affezionata, ma anche nuovi giocatori che verranno attirati dalle tante novità presenti nel gameplay. Nella beta, abbiamo potuto apprezzare le novità nel sistema di equipaggiamento, che abolisce le classiche specialità liberamente selezionabili dal giocatore, in funzione di un nuovo sistema a pacchetti fissi, il quale combinerà due abilità passive attive fin dall’inizio di ogni partita e altre due che verranno attivate durante la partita al raggiungimento di determinati obbiettivi.
Questo nuovo sistema, permette agli sviluppatori di gestire meglio il bilanciamento, da sempre un problema maggiore in tutti gli sparatutto competitivi.
Bilanciare un Call of Duty è da sempre un discorso impegnativo e che non mette mai tutti d’accordo e già dalla beta abbiamo potuto notare come il nuovo gunplay leggermente più lento, tenda a favorire l’uso di armi più rapide e con un maggiore rateo di fuoco come le mitragliette, con una particolare efficacia anche da parte dei fucili a pompa e i sempreverdi fucili d’assalto, anche se il sistema di personalizzazione ancora più esteso, riesce ad accontentare tutti i capricci dei giocatori, rendendo utilizzabile ogni tipologia di arma.
Sia chiaro, anche in MW2 esisteranno delle armi “in meta”, ma visto il bilanciamento del multiplayer ci aspettiamo una maggiore influenza da parte di queste armi su Warzone. Come sempre il bilanciamento del gioco è destinato a cambiare attraverso le numerose patch che usciranno nel tempo, ma per ora a giudicare dalla beta, il lavoro fatto dagli sviluppatori ci è sembrato ottimo.
In Invasione, due squadre da 20 giocatori più altrettanti bot controllati dalla IA, si sfidano in un gigantesco deathmatch in una porzione circoscritta di Al Mazrah (la nuova mappa di Warzone), dove ogni uccisione contribuisce al raggiungimento dei 1000 punti necessari per la vittoria. Durante la partita verranno più sganciati numerosi loadout nelle zone più calde della mappa, con al loro interno delle killstrek da utilizzare per annientare i nemici.
L’utilizzo dei bot e dei loadout, contribuisce al raggruppamento dei giocatori in diverse zone della mappa, creando delle scene di combattimento adrenaliniche e sempre divertenti, e grazie ai bot, si permette di fare kill e di contribuire alla squadra anche ai meno pratici del gioco, che spesso vengono relegati al ruolo di carne da macello.
Invasione vede poi l’utilizzo massivo dei veicoli da terra, tra i quali troviamo corazzati leggeri e semplici mezzi di spostamento, che ci permetteranno di raggiungere velocemente le zone di combattimento più vive.
Nonostante il gioco sia in beta, le partite che abbiamo giocato in questa modalità si sono rivelate sempre molto divertenti e frenetiche, con la speranza che lo diventino ancora di più con i server pieni all’uscita del gioco. Manca ancora la possibilità di guidare i velivoli e un sistema di distruzione della mappa in stile Battlefield, che secondo noi si sposerebbe davvero bene con la modalità di gioco.
Tra le altre novità presenti abbiamo potuto provare una playlist con visuale in terza persona che già era stata proposta in passato sottoforma di evento a tempo in Modern Warfare e Cold War, ma che in MW2 beneficia della maniacale cura posta nelle animazioni del personaggio, che risultano sempre appropriate alle situazioni e incredibilmente fluide.
Gli sviluppatori hanno lavorato molto bene anche sulla componente audio del gioco, che non solo migliora la percezione dei passi nemici grazie all’audio 3D ma si evolve nella sua interezza, proponendo un impianto audio spettacolare, con uno spettro ampio e ad altissima definizione che ben si sposa con le caratteristiche di audio spaziale di PS5 e che si apprezza ulteriormente con delle buone cuffie 7.1 (finalmente supportate a dovere). Le novità non finiscono qui, si parla anche di una modalità survival in stile Escape from Tarkov che sappiamo farà parte di Warzone 2.0 (quindi gratuita) e ovviamente non mancherà una campagna in singleplayer che riprenderà la storia del Capitan Price e della neonata Task Force 141, dove vedremo il ritorno dei leggendari Soap McTavish, Ghost e Gaz, che pare saranno tutti mascherati in stile Ghost a giudicare dai personaggi multiplayer.