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a cura di Jacopo Filisetti

Sony: controller a resistenza variabile

Il colosso nipponico ha brevettato di recente un controller dotato di pulsanti che diventano più o meno resistenti alla pressione in base a ciò che accade sullo schermo.

Sony: controller con tasti a resistenza variabile

 

Un nuovo brevetto presentato da Sony sta attirando l’attenzione online, poiché suggerisce una potenziale evoluzione per i controller della PlayStation, focalizzandosi maggiormente sull’interazione fisica del giocatore. I protagonisti della questione sono i tasti, componenti che generalmente consideriamo piuttosto fissi nella loro essenza, ma che potrebbero beneficiare di un innovativo miglioramento. Il documento presentato dall’azienda giapponese, intitolato “Dispositivo Operativo, Apparato di Elaborazione delle Informazioni, Metodo di Controllo Relativo e Programma”, descrive un sistema che utilizza materiali particolari, la cui rigidità è cambiabile tramite l’uso di campi magnetici. Inoltre, il brevetto esplora altre possibili soluzioni, come l’uso di membrane contenenti liquido che permetterebbero risultati analoghi, ovvero cambiare in modo dinamico la resistenza dei principali pulsanti del controller.


Tra le caratteristiche più interessanti c’è il cosiddetto effetto finger grab; secondo quanto spiegato nel brevetto, un pulsante potrebbe diventare più morbido quando viene premuto e poi diventare rigido, dando l’illusione che il dito venga afferrato

Sony: controller con tasti a resistenza variabile


Anche in questo caso si fa riferimento a una maggiore immersività, nelle situazioni di gioco in cui si è trattenuti da qualcuno o ci si muove in ambienti sfavorevoli.

Tuttavia, questa funzionalità potrebbe essere sfruttata anche per ottimizzare il controllo, poiché Sony immagina pulsanti capaci di adattarsi alla forma del dito dell’utente. Per realizzare tali capacità, il brevetto menziona diverse soluzioni tecniche.  Una di queste prevede un elastomero magnetoviscoelastico, che modifica la propria rigidità a seconda dell’intensità di un campo magnetico, mentre un’altra soluzione è rappresentata da membrane contenenti fluido, in grado di cambiare consistenza e reazione alla pressione.  Come spesso accade, però, i sistemi descritti in questi brevetti potrebbero non essere mai implementati, restando esclusivamente una breve ricerca esplorativa nel settore della ricerca e sviluppo •

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