Usiamo tutte queste virgolette perché nella storia recente i ruoli si sono spesso invertiti e dopo un ritorno ai massimi livelli con Call of Duty Modern Warfare e in particolare il successo di Warzone, ci si aspettava un lavoro ancora più importante da Treyarch, che si trova a dover battagliare non con la controparte DICE, ma con un titolo che porta il suo stesso nome. Call of Duty Black Ops Cold War ha avuto parecchio spazio promozionale proprio all’interno di Warzone, dove è stato presentato attraverso vari eventi speciali che hanno levato alto l’hype nei videogiocatori anche se, come ben chiarito dagli sviluppatori, Warzone rimarrà un gioco a se stante e si “unirà” con Black Ops Cold War a partire dal 10 dicembre, condividendo Battlepass, loadout (anche le armi di MW rimarranno) e progressione del personaggio nelle varie modalità online. E’ un gioco differente rispetto a Modern Warfare, non lo si capisce nelle prime ore di gioco e neanche completando l’ottima campagna singleplayer che andremo a trattare tra poco, ma dopo svariate ore passate in particolare nel multiplayer online, si nota come il lavoro di Treyarch abbia preso spunto da Modern Warfare, ma mantiene una sua identità ben delineata.
Il feeling con le varie armi presenti nel gioco è buono, ancora una volta diverso rispetto a Modern Warfare, come anche sono diverse le animazioni di gioco, i mirini, il time to kill insomma, se inizialmente ci sebrerà un gioco molto simile, con il tempo capiremo le importati differenze da padroneggiare.
Per quanto riguarda i contenuti, la Carriera in singolo ci porta all’inseguimento di un pericoloso agente terrorista denominato Perseus, che vuole far scoppiare una guerra nucleare tra USA e al tempo Unione Sovietica.
Per sventarlo la squadra della CIA composta da Adler, Woods e Mason si unirà a vari agenti di varie agenzie governative come il Mossad e l’MI6, tra cui ci siamo appunto noi, un agente segreto dal passato misterioso con il nome in codice “Bell”, personaggio che per la prima volta nella serie, potremo caratterizzare nel suo background narrativo, scegliendo tra delle storie precostruite che ci daranno dei bonus durante l’avventura, come per esempio un incremento della salute, dello scatto, della velocità nella ricarica.
Attraverso Bell, ripercorreremo vari eventi nella storia bellica in compagnia del nostro fidato compagno d’armi Adler, che ci porteranno in una missione di infiltrazione a Berlino Est, a ripercorrere la Guerra del Vietnam, fino addirittura all’interno della sede del KGB a Mosca.
Inoltre sarà possibile scegliere di completare due missioni secondarie legate al ritrovamento di particolari intel nelle missioni principali, che dovremo utilizzare per decriptare un floppy disk e trovare degli agenti infiltrati. Questi elementi saranno casuali e diversi per ogni giocatore, costringendoci ad affidarci alle nostre doti investigative per riuscire nelle missioni.
Le mappe della modalità Zombie sono molto più vaste rispetto al passato, piene di aperture e percorsi, missioni da completare e non mancano le storiche Mystery Box e perk casuali che i nemici lasceranno a terra.
Giocando a Die Maschine abbiamo potuto notare come mai prima d’ora la cooperazione e la comunicazione siano importanti nella squadra, visto che la grandezza delle mappe non è assolutamente adatta ai lupi solitari.
Per quanto riguarda il multiplayer, tornano le classiche modalità Deathmatch, Domincio, Cerca e Distruggi alle quali si aggiungono la modalità VIP, dove dovremo scortare un VIP scelto a caso nel team fino al punto d’estrazione, oppure Dirty Bomb dove 40 giocatori divisi in quartetti, dovranno conquistare i vari siti missilistici, eliminare i nemici e accumulare uranio nella propria base per vincere la partita.
Il loadout mantiene l’ottima formula apprezzata in Modern Warfare, con l’Armeria per modificare le nostre armi, la possibilità di scegliere fino a 3 perk, un potenziamento da campo e due oggetti da lancio, con l’aggiunta di una wild card, un’extra da sbloccare ed equipaggiare nel loadout che ci darà importanti bonus, tra cui la possibilità di avere due armi principali, 3 slot extra per le modifiche armi oppure 3 perk extra.
Inoltre è tornata la possibilità di votare la scelta della mappa nella lobby, una feature richiesta a gran voce dai giocatori.
Dal punto di vista tecnico il gioco mantiene l’elevato livello grafico raggiunto in Modern Warfare, con modifiche legate principalmente alla palette di colori più anni ’80, che da il meglio di sè nella mappa di Miami.
Il gioco è inoltre ottimizzato per Playstation 5 e ricco di opportunità per il ray tracing, ma risulta comunque di gran livello anche su PS4 e Xbox One al netto di qualche incertezza nel caricamento delle texture, spesso in ritardo rispetto all’azione in-game.