a cura di Federico Baglivo

a cura di Federico Baglivo

Hey Choomba! Sì, sì… Dico proprio a te! Che ne dici di scollare quelle fot**te chi**pe dal divano e seguirmi? Devo beccarmi con un tizio per un lavoretto a Downtown, sei dei nostri?

finalmente ci siamo quasi! Salvo incredibili colpi di scena e ulteriori rinvii, il tempo che ci separa dal mettere le nostre mani di videogiocatori impazienti sul nuovo gioco di CD Projekt RED diminuisce sempre più

Anche se personalmente l’hype train è partito dalla stazione già da quel primo annuncio ufficiale – che volete farci, sono un videogiocatore semplice – che chiuse una delle conferenze Microsoft più memorabili della storia dell’E3, non faccio fatica ad immaginare che Cyberpunk 2077, nuovo titolo sviluppato dalla celebre software house polacca, sia uno dei videogiochi più attesi – se non addirittura il più atteso – di questo fine anno 2020. Fine anno che vedrà anche la transizione alla nuova generazione di console, con Sony e Microsoft pronte a darsi battaglia sul campo dell’hardware e, soprattutto, del software. Fortunatamente, il nuovo gioco di CD Projekt RED sarà disponibile ovunque e, per quanto spesso far uscire un titolo a cavallo di due generazioni diverse di console sia un azzardo, sono già abbastanza certo sin da ora che Cyberpunk 2077 darà un gran bel boost alle vendite delle singole console. I motivi che mi spingono ad essere abbastanza certo di questo sono diversi, e riguardano diverse aree della gargantuesca produzione polacca. Vediamo assieme quali sono!

Il passato: la crescita della società e la saga di The Witcher
Per comprendere il presente e avere le idee un po’ più chiare sull’eventuale futuro di Cyberpunk 2077, in uscita il prossimo 19 Novembre, dobbiamo tornare indietro nel tempo e, più precisamente, nel Maggio del 1994 a Varsavia, Polonia, dove due giovani di belle speranze iniziano a lavorare su una serie di progetti fondando la CD Projekt. Partiti come venditori di videogiochi, i signori Iwinski e Kicinski decisero di iniziare a dedicarsi alla traduzione in lingua polacca dei principali videogiochi occidentali dell’epoca tra cui c’era un contratto di collaborazione con Interplay Entertainment per la traduzione e distribuzione sul suolo polacco di due capolavori di quel tempo, i primi due capitoli di Baldur’s Gate. Il lavoro svolto soddisfò Interplay, tanto che la stessa decise di affidare lo sviluppo della versione PC Windows di Baldur’s Gate: Dark Alliance proprio alla CD Projekt. Purtroppo, però, a causa di enormi difficoltà finanziarie di Interplay, lo sviluppo fu cancellato. CD Projekt si ritrovò così a dover fare di necessità virtù, prendendo il codice sorgente su cui stavano lavorando e riutilizzandolo per un altro progetto, una nuova IP dedicata ai romanzi di uno scrittore polacco di nome Andrzej Sapkowski. Fu così che nacque il primo capitolo della saga di The Witcher, una serie di videogiochi che, dopo un periodo di crisi finanziaria tra il primo ed il secondo episodio, è stata in grado di ripagare la software house polacca fino a fargli arrivare ad avere un fatturato di 521 milioni di zloty polacchi, che equivalgono a circa…133 milioni di dollari ed un valore aziendale che supera i 2 miliardi di dollari.

Il presente: l’arte di concludere lo sviluppo di un AAA nel bel mezzo di una pandemia mondiale.
Il 2020 è stato un anno anomalo per molte, moltissime aziende.
Nessun campo è stato risparmiato dalla pandemia di Covid-19 che ha colpito il nostro pianeta, assestando colpi davvero tremendi all’economia tanto su scala locale che su scala globale.
In un contesto di questo tipo, la digitalizzazione, o, meglio ancora, l’adozione di metodologie di lavoro da remoto, per alcune di queste aziende, si è resa indispensabile per poter continuare nello svolgimento del loro lavoro.
In particolare, il mondo dello sviluppo software ha potuto eseguire questo passaggio senza particolari patemi d’animo, anche se, come in qualsiasi ambito lavorativo, a volte il contatto umano è indispensabile per esprimere al meglio concetti ed idee che non vengono filtrati da strumenti tecnologici.
Ma non divaghiamo. In un ottica di questo tipo, anche il mondo dello sviluppo dei videogiochi ha dovuto cambiare velocemente metodologie di lavoro per abbracciare un sistema decisamente più smart, con tutte le conseguenze, positive o meno, che ciò ha comportato.
Difatti, tutte le aziende coinvolte nello sviluppo di prodotti videoludici in uscita quest’anno hanno dovuto necessariamente fare i conti con dei lockdown più o meno lunghi, dove gestire gruppi di lavoro di decine di persone utilizzando infrastrutture di rete quasi sempre sature o, comunque, molto impegnate. CD Projekt RED, oltre alle altre, ha saputo adattarsi velocemente al cambiamento, pur avendo dovuto comunque fronteggiare un rinvio causa pandemia.
Sotto questo punto di vista, la capacità di CD Projekt RED di avere una struttura solida, capace di sostenere centinaia di sviluppatori e artisti al lavoro su un prodotto “tripla A” anche da remoto, è sintomo di una grande capacità lavorativa e certezza dei propri mezzi, che mi porta ad essere più che fiducioso sulla qualità finale di Cyberpunk 2077.

Hey Choomba! Sì, sì… Dico proprio a te! Che ne dici di scollare quelle fot**te chi**pe dal divano e seguirmi? Devo beccarmi con un tizio per un lavoretto a Downtown, sei dei nostri? Il futuro: Cyberpunk.
Guardando al passato – l’esperienza e la solidità di CD Projekt RED – e al presente – la capacità di adattarsi velocemente a cambiamenti non previsti – il futuro del nuovo, grande, titolo della casa di sviluppo polacca, sembra alquanto scontato.
Ma ciò che rende Cyberpunk 2077 un successo annunciato non è solo un insieme delle grandi capacità della casa di sviluppo del titolo, anzi.
La Storia videoludica ci ha da sempre insegnato che avere una grande struttura senza però avere una chiara visione delle esperienze che si vogliono dare ai giocatori è il percorso più veloce per fallire, in quanto fare videogiochi è un lavoro difficilissimo e pieno zeppo di rischi.
Ma, tornando al futuro titolo CD Projekt RED, Cyberpunk 2077 può vantare dalla sua una struttura che già da ora sembra essere decisamente solida e ben avviata.
D’altronde, il sistema è basato sul famoso gioco di ruolo cartaceo che tanto successo ebbe negli anni ’90 e che, grazie ad un editore italiano, è pronto a ritornare nei negozi riveduto e corretto. Insomma, la storia di CD Projekt e dei suoi prodotti mi rende più che tranquillo sul fatto che il loro prossimo titolo, Cyberpunk 2077, sarà un grande, grandissimo titolo.
Hey Choomba! Sì, sì… Dico proprio a te! Che ne dici di scollare quelle fot**te chi**pe dal divano e seguirmi? Devo beccarmi con un tizio per un lavoretto a Downtown, sei dei nostri?

bisognerà vedere se Cyberpunk 2077 riuscirà a superare le vendite di The Witcher 3: Wild Hunt che, ad oggi, ha superato abbondantemente le 50 milioni di copie vendute – e continua… - ma, date le premesse, ci stupiremmo se non fosse così.