a cura di Valerio Turrini

a cura di Valerio Turrini

il Ragnarok e Kratos finalmente sulle nostre console

God of War Ragnarok è arrivato, Kratos e Atreus nel regno di Midgard stavolta si concentreranno nel provare ad evitare il Ragnarok, la fine del mondo nella mitologia norrena che era stata profetizzata nel primo capitolo di questa nuova avventura nordica dello Spartano

il Ragnarok e Kratos finalmente sulle nostre console

Le vicende del primo gioco hanno innescato una serie di eventi, a partire dal Fimbulwinter, un rigido inverno che avvolge le foreste di Midgard e come se non bastasse, penetra e indebolisce ogni creatura vivente, Dei inclusi, il preludio al Ragnarok e alla distruzione dei Nove Regni.
L’inverno rigido nel quale siamo costretti a vivere è un ottimo escamotage per permettere un reset delle abilità apprese da Kratos nel primo capitolo, giustificando quindi la nuova progressione che andremo ad intraprendere in God of War Ragnarok, a differenza di tanti altri sequel dove il personaggio principale deve riapprendere ogni abilità senza alcun apparante motivo.

 

il Ragnarok e Kratos finalmente sulle nostre console

 


Le Lame del Caos e il Leviatano sono sempre al proprio posto e disponibili dall’inizio del gioco, ma il sistema di combattimento è stato ripensato, reso più compassato e adatto alla situazione di debolezza in cui Kratos si trova, ma al contempo più profondo e ricco di opportunità grazie all’introduzione delle abilità distintive, che aggiungono degli effetti elementali ad ogni colpo e alla rivisitazione dello scudo.
Gli scudi infatti verranno divisi tra pesanti e leggeri, con una maggiore propensione al parry e ai danni alla stabilità per gli scudi leggeri e un maggior assorbimento dei colpi per quelli pesanti.
La progressione delle abilità di Kratos, quindi, sarà principalmente dedicata al ritrovo delle forze e delle capacità conquistate nel primo capitolo e perse a casua del Fimbulwinter, ma anche all’apprendere nuove abilità introdotte nel gioco, particolarmente pensate per legarsi all’ottimo level design che Santa Monica Studios ha preparato per noi.

 

In God of War: Ragnarok il level design raggiunge una perfezione ancora più mastodontica rispetto al primo capitolo, con una progressione che come sempre si articola in maniera lineare e diretta , per poi aprirsi nel funzionale hub che collegherà i vari regni e macroaree che andremo ad esplorare.

Mentre nel primo capitolo questa zona centrale era rappresentata dal Lago dei Nove, in Ragnarok è la città di Nidavellir a rappresentare il nostro punto centrale del gioco, dove gli sviluppatori hanno confezionato un pacchetto di missioni secondarie e vari eventi narrativi che potremo assaporare meglio nel prodotto finale.

 

il Ragnarok e Kratos finalmente sulle nostre console

 

Il level design infine scalcia prepotentemente nell’ultima sezione del regno di Svartalfheim dove si trova appunto Nidavellir, una zona che ci ha stupito tantissimo per la varietà e per l’intelligenza nella sua concezione, con puzzle ambientali e una diversità mai vista prima nella serie. Tutta quest’abbondanza non ci lascia che ben sperare per il gioco completo, che se proseguisse in questo crescendo, sarebbe a mani basse un serio candidato al gioco dell’anno.


La cura e l’abbondanza sono all’ordine del gioco in God of War Ragnarok e il level design non è solamente un pretesto per creare ambienti spettacolari, ma anche e soprattutto un attore principale nell’esperienza di gameplay.

li sviluppatori incitano il giocatore a sfruttare la verticalità messa a disposizione nel gioco, a cercare di conquistare delle posizioni di vantaggio sul nemico e a sfruttare l’ambiente circostante nella nostra furia spartana, con la possibilità di utilizzare massi, tronchi d’albero ed altri elementi interattivi per abbattere il nemico.
Ricordate l’epico primo incontro tra Kratos e Baldur nel primo capitolo?
Ecco, immaginate che quel livello di interazione con l’ambiente venga riproposto in ogni sezione che abbiamo potuto provare di God of War: Ragnarok e avrete un’idea della quantità di possibilità che il sistema di combattimento offre.

 

il Ragnarok e Kratos finalmente sulle nostre console

 


Le ore a nostra disposizione ci hanno dato modo ti testare ovviamente solo gli inizi del gioco; perciò, possiamo solo immaginare le possibilità che il combat system avrà da offrire una volta presa la mano con tutti i comandi e una volta sbloccate le abilità giuste, una varietà degna del Dio della Guerra.
Ovviamente il lavoro degli sviluppatori non si è limitato neanche nel comparto tecnico del gioco che ricordiamo, è un titolo cross gen a tutti gli effetti e perciò era lecito non aspettarsi grandi passi in avanti visto il livello già enorme raggiunto dal suo predecessore su PS4.

 


Ovviamente su Playstation 5 si raggiungeranno delle risoluzioni e un frame rate decisamente maggiori rispetto alla old gen, con una modalità prestazioni estrema che dovrebbe raggiungere i 120 fps su PS5.
Nonostante la necessità di mantenere il titolo giocabile anche su old gen, almeno su next gen God of War Ragnarok si mostra decisamente più evoluto rispetto al prequel, con un nuovo sistema di illuminazione più realistico e accurato e una migliore occlusione ambientale, uniti ovviamente a una maggiore risoluzione e livello di dettagli rese possibili dalla nuova console. Non abbiamo idea di quanto di queste novità troveremo anche su PS4, ma una cosa è certa, si può escludere totalmente un nuovo caso Cyberpunk 2077 visto che si parla di un’esclusiva centrale dell’offerta Sony, che vorrà rendere godibile a tutti i suoi utenti senza grossi compromessi.

le premesse erano ottime e la prima prova è stata superata a pieni voti, God of War Ragnarok è senza ombra di dubbio un titolo che farà parlare molto di sé, che potrebbe tranquillamente diventare il Gioco dell’Anno