a cura di Federico Baglivo

a cura di Federico Baglivo

l’importanza di chiamarsi esclusiva

La prossima generazione di console videoludiche non è ancora arrivata, ma per molti sostenitori Sony e Microsoft è già partita un’agguerrita console war: quale sarà l’elemento, l’ago della bilancia del successo di PlayStation 5 e Xbox Series X?

Dopo una pausa estiva passata a sollazzarci tra luoghi di vacanza, lavoro e videogiochi, torniamo con uno speciale freschissimo, che ci proietta verso la nuova generazione delle console di casa Sony e di casa Microsoft.
Vero che ancora non sappiamo con precisione le date di uscita o i prezzi di ognuna, ma confidiamo che presto ne sapremo sicuramente di più – dato anche il fatto che sono più o meno state ufficializzati quantomeno i periodi d’uscita delle due console, che sembrano essere davvero in dirittura d’arrivo.
Così, in questa estate atipica in cui abbiamo avuto modo di assistere ad entrambe le presentazioni dei due colossi dell’intrattenimento digitale, ci siamo chiesti cosa potesse rappresentare il vero Deus Ex Machina, il punto focale capace di decretare il successo o l’insuccesso di PlayStation 5 o Xbox Series X. La risposta è stata unanime: le esclusive di ogni piattaforma.
Esclusive: una storia che parte da lontano
Il dualismo, se così possiamo definirlo, Sony – Microsoft, inizia tempo fa, e precisamente agli inizi degli anni 2000, quando il colosso di Redmond decise di entrare di prepotenza nel mondo del mercato dei videogiochi presentano la sua prima console casalinga, l’Xbox, che tanto successo ebbe negli anni a venire.
Finalmente, gli appassionati videogiocatori poterono avere accesso a piattaforme diverse, liberi di scegliere quali o quante console e giochi acquistare, in un tripudio di possibilità capaci di convincere e in qualche modo condizionare la scelta dell’appassionato.
In questo contesto, fu probabilmente questo il periodo nel quale si consolidò il concetto di “esclusiva”, che altro non è che l’ accordo, temporale o permanente, tra sviluppatore e platform holder, di portare un determinato titolo solo ed esclusivamente su una console.
Da allora abbiamo assistito a numerose battaglie – chiaramente, videoludiche – basate quasi interamente sulle esclusive.
Presentazione dopo presentazione, anno dopo anno, l’attenzione si è spostata sempre più dall’hardware al software e, per quanto ci siano ancora un gran numero di appassionati videogiocatori che ricercano la potenza bruta nella loro console preferita, siamo certi che la vera chiave di volta del successo delle console next gen si giocherà ancora una volta sul campo delle esclusive. Quindi, non ci resta che valutare assieme la situazione, al netto di qualche sorpresa in arrivo nei prossimi mesi, relativa a Sony e Microsoft.

PlayStation 5 e Unreal Engine

Partiamo subito con Sony e la sua PlayStation 5 che, dopo una conferenza da remoto alla scorsa GDC non proprio brillantissima, ha impostato una strategia comunicativa tutta basata sulla potenza del suo sistema d’intrattenimento. Non è certamente un caso, infatti, se dopo il mezzo passo falso della prima presentazione – anche se, va specificato, la GDC è da sempre stato un evento principalmente orientato agli sviluppatori – abbiano continuato a mettere l’accento sulla architettura della loro prossima console.
Ma, come prevedibile, la base di videogiocatori voleva vedere i giochi in azione, capire su cosa potevano passare il loro tempo una volta montata PlayStation 5 in salotto.
E Sony ha risposto, dapprima con una presentazione mozzafiato in collaborazione con Epic, nella quale ha mostrato tutte le potenzialità della prossima iterazione di Unreal Engine sulla console Sony e, successivamente, con un’altra presentazione in cui ha mostrato alcune delle sue prossime esclusive.
Tolto Godfall, un misto molto interessante che pesca meccaniche di gioco da titoli come Monster Hunter, Destiny e Dark Souls e primo, vero, titolo PlayStation 5 presentato come esclusiva, gli altri titoli presentati sono, per la maggior parte, un segno di continuità con il passato recente.
Ci troviamo così di fronte ad esclusive storiche come Gran Turismo 7, che molto probabilmente riuscirà ad uscire in tempo per il day one della console, a cui si affiancano gustose, interessantissime novità come Deathloop, nuovo sparatutto di Arkane Studios, i geniali creatori di Dishonored e Prey, o Project Athia, di Square Enix, misterioso titolo costruito sul Luminous Engine e di cui, al momento, sappiamo ancora molto, molto poco.
Come detto poc’anzi, la scelta di Sony sembra voler proseguire nella solco della tradizione e, infatti, l’altra serie di esclusive finora presentate vede tra i presenti titoli del calibro di Demon’s Soul, remake del mostro sacro di FROM Software, un nuovo capitolo di Spider-man interamente dedicato a Miles Morales e sviluppato da Insomniac, un nuovo – e da quanto abbiamo visto, incredibile dal punto di vista tecnico – capitolo di Horizon, denominato Horizon Forbidden West e, ultimo ma non per importanza, un nuovo capitolo di Ratchet & Clank, dal nome Ratchet & Clank: Rift Apart.
Insomma, grazie ad una serie equilibrata di nuove proprietà intellettuali ed episodi di serie già uscite, PlayStation 5 sembra aver decisamente voluto puntare sul detto: “Pochi – almeno inizialmente – ma buoni”.

La politica di Microsoft

la più potente di sempre Il colosso di Redmond deve aver imparato alla grande la lezione derivata dalla prima presentazione di Xbox One. Ve la ricordate?
Era praticamente quasi interamente incentrata su TV e Sports, e una delle critiche maggiori che vennero mosse a Microsoft fu proprio quella di non aver tenuto conto che stessero fondamentalmente vendendo una console per videogiochi, e non solo un oggetto hi-tech capace di interagire con la televisione tramite comandi vocali ricevuti dal Kinect – tanto è vero che la prima versione della console veniva venduta con questo accessorio.
Durante gli anni, però, va dato merito a Microsoft di aver recuperato alla grande lo svantaggio perso inizialmente nei confronti di PlayStation, con una politica software-centrica che ha ripagato degli sforzi profusi.
A differenza di Sony, Microsoft ha voluto presentare – non casualmente – un maggior numero di titoli, composti prevalentemente da nuove proprietà intellettuali sviluppate da studi first e third party.
Al fianco del sempreverde (ah-ah!) Master Chief di Halo Infinite e all’ interessantissimo secondo episodio di Hellblade: Senua’s Sacrifice, che per l’occasione è stato chiamato Senua’s Saga: Hellblade II, troviamo altre interessanti novità.
Si parte con Everwild di Rare, dallo stile peculiare e caratteristico, Scorn una misteriosa avventura che eredita lo stile di H.R. Giger per la sua estetica, a cui si unisce The Medium thriller psicologico di Blooper Team. Per restare in tema, anche Ninja Theory – sviluppatori di Senua – porteranno un side project orrorifico, attualmente chiamato Project: MARA sulla console di Microsoft. Direi che ce n’è davvero per tutti i gusti!
In conclusione, si preannuncia un inizio di stagione next gen decisamente scoppiettante e ricca di contenuti video ludici.
Certo, per decretare il successo di una o dell’altra console dovremo aspettare i primi mesi e valutare i due lanci nel loro insieme.
Ciò che sappiamo di per certo, è che sia PlayStation 5 che Xbox One series X hanno il potenziale per farci divertire per lunghissimo tempo. E noi non vediamo l’ora di poterlo fare con entrambe le console!