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a cura di Valerio Turrini

un 2022 senza E3 che sia la fine di un’era?

di certo la situazione Covid e le successive restrizioni dalle quali stiamo iniziando a uscire adesso hanno contribuito a questa scelta, ma ovviamente fa un po’ strano pensare che neanche quest’anno ci sarà un E3

La convention californiana è nella storia insieme al Tokyo Game Show, l’evento per eccellenza dedicato ai videogiochi e in generale a tutto ciò che gira intorno all’ambiente videoludico.
La scelta da parte dell’ESA agenzia organizzatrice dell’evento è stata comunicata ufficialmente ad aprile scorso e riguarda non solo l’evento fisico ma anche l’evento digitale, che nonostante la pandemia era rimasto in calendario e ci aveva tenuto compagnia durante i lockdown del 2020 e del 2021.

 

un 2022 senza E3 che sia la fine di un’era?
La volontà dell’organizzatore è di tornare nel 2023 con un evento sia in presenza che digitale, completamente rinnovato e che riesca a tornare a far breccia nel cuore degli appassionati, visto che nelle ultime due installazioni è mancato quell’ambiente che ha reso famoso l’evento di Los Angeles.
Non facciamo il paragone tra un E3 in presenza o uno interamente digitale perché è chiaro che la differenza è abissale, ma se per gli addetti al settore che hanno la possibilità di partecipare alle conferenze in prima persona la situazione è ovviamente ben diversa, per gli appassionati che si ritrovavano a seguire le conferenze in streaming e a commentarle con i propri amici nei canali Discord (o su teamspeak per i più anziani), la differenza tra un E3 in presenza è uno digitale non è poi molta.


Ma allora perché l’E3 ha bisogno di una sosta? Perché c’è il bisogno di un ritorno all’evento in presenza piuttosto che proseguire con le conferenze in digitale come erano state programmate nello scorso anno?


Di fatto, è chiaro che c’è una carenza di contenuti da mostrare durante le conferenze, complice il fatto che ormai ogni publisher si è creato il proprio evento privato a cadenza più o meno regolare dove presentare i propri prodotti. Apripista di questo trend fu Nintendo che inizio a disertare la canonica conferenza dell’E3 in favore del Nintendo Direct, un evento più conciso, dove in breve tempo vengono mostrati i titoli con date d’uscita più prossime e un paio di teaser per progetti a lungo termine.

 

un 2022 senza E3 che sia la fine di un’era?

A seguire anche Sony fu galeotta, iniziando a concentrare le proprie presentazioni durante il PlayStation Experience prima e lo State of Play poi, ma senza abbandonare la convention californiana. Un trend che di fatto ha regalato la canonica “vittoria dell’E3” a Microsoft, che negli ultimi anni è stata protagonista indiscussa dell’evento e che praticamente da sola, ha tenuto in piedi la baracca.


Da un lato c’è da capire i publisher, avere uno spazio proprio permette delle libertà maggiori, sia nei contenuti che nell’organizzazione dell’evento, ma l’animo nostalgico dei videogiocatori non riesce a dimenticare le reazioni durante le conferenze E3, quando dal nulla ti veniva sganciata la bomba e la folla andava in delirio al vedere la presentazione di un God of War, di Starcraft 2 o più recente, al primo annuncio di quello che per molti è già il gioco dell’anno, Elden Ring.

 

Quei momenti mancano all’E3, da tantissimo tempo purtroppo visto che ormai di sorprese ce ne sono ben poche, gli insider riescono a rivelare praticamente ogni minuto della conferenza già il giorno prima e con l’avvicinarsi dell’evento, tutti i nodi vengono sciolti e si arriva alla presentazione praticamente meglio preparati dei presentatori stessi.


L’E3 però non è solo conferenze, c’è un’enormità di contenuti che gira intorno alla convention, che negli anni ha raccolto centinaia di migliaia di appassionati in un pellegrinaggio verso la terra promessa del videogaming

un 2022 senza E3 che sia la fine di un’era?


Un luogo dove poter toccare con mano il futuro della nostra passione, un posto dove perdersi tra stand, cosplay e incontrare personalità di spicco dell’industria, dove dare un volto a quei nomi che siamo stati abituati a leggere nei vari giornali e siti di informazione videoludica.
L’E3 per chi ha avuto l’onore di visitarlo di persona è un’esperienza unica, è il sogno nel cassetto di ogni videogiocatore che rincorre una passione.

Forse è proprio quello che sta mancando, la passione che nel tempo si è affievolita, si è fusa con il mero interesse del giocare competitivo, abbandonando quel voler giocare per mero divertimento che negli anni ha fatto crescere l’industria e il mondo dei videogiochi al livello attuale.
Ed è quindi questo l’auspicio per l’E3 2023, che riesca a riportare un po’ di quella passione, quell’aria di fiera anni 90 che racchiudeva al suo interno tutti i dettami dell’essere videogiocatore.