Il 2023 non è stato un anno particolarmente ricco nel mondo dei videogiochi, ma piuttosto un anno di transizione che ha visto l’uscita di diversi titoli di prim’ordine tra cui due capolavori assoluti come Baldur’s Gate 3 e Alan Wake 2, ma che per nostra fortuna e sfortuna non è stato pienissimo.
Nella fortuna questo periodo di “magra” ci ha permesso di dedicare parecchie ore a giochi come Starfield e il titolo Remedy che insieme al nostro gioco dell’anno 2023, hanno rappresentato le tre esperienze di gioco più significative secondo la redazione di Players!
Il risultato che in molti si auguravano ma che pochi avrebbero dato per scontato vista una piazza piuttosto ricca per i giochi di ruolo, dove sul piatto c’erano parecchi nomi di gran calibro come Diablo IV e la nuova IP di Bethesda che comunque si merita un secondo posto più che meritato.
Ma nonostante la vastità delle opzioni offerte in Starfield hanno portato il nuovo universo di gioco di Bethesda sulla bocca di tutti, quest’anno il premio più ambito se lo aggiudica Baldur’s Gate 3.
Larian Games è riuscita davvero a creare il GDR perfetto, un mondo di gioco sconfinato e ricco di opportunità, che lascia la quasi totale libertà al giocatore. Intrecci, eventi casuali e tantissime opzioni permettono di creare la propria storia ad ogni playthrough, con eventi che si influenzano a vicenda anche a distanza di diverse ore di gioco, rendendo di fatto ogni partita di Baldur’s Gate 3 l’esperienza più vicina ad una vera partita di Dungeons & Dragons.
Starfield d’altro canto si approccia al mondo dei GDR da un punto di vista più videoludico e meno ampio rispetto a BG3, pur proponendo quello che ad oggi è l’universo di gioco più vasto mai creato da Bethesda, sia per estensione, arrivando a comprendere centinaia di pianeti liberamente esplorabili, che per quantità di quest e personaggi, pur non creando una ricca trama di intrecci che per esempio troviamo in altre opere dello sviluppatore come Fallout New Vegas.
La sensazione è che Bethesda abbia voluto puntare un po’ più in basso rispetto al solito, creando una componente narrativa valida e particolarmente adatta alla rigiocabilità coi vari new game plus (integrati perfettamente nella continuazione narrativa), ma senza strafare e puntando piuttosto ad una confort zone che va a premiare un progetto più audace e rischioso come quello di Baldur’s Gate 3.
Terzo posto per il grande ritorno di Spider-Man su Playstation 5, che migliora ulteriormente la salsa creata nel primo capitolo dai bravissimi Insomniac Games e che raddoppia la dose con la riconferma di Miles Morales insieme al nostro amichevole Spider-man di quartiere Peter Parker.
Stavolta i nostri ragni newyorkesi se la vedranno non solo con Kraven il Cacciatore ma anche e soprattutto contro l’iconico Venom, che riesce a traghettare tutta l’esperienza di gioco in questo Marvel’s Spider-man 2 e salva un parco esclusive PS5 che nel 2023 ha un po’ deluso rispetto all’anno scorso fin troppo ricco.
In questa categoria davvero ci troviamo in difficoltà a decretare un netto vincitore.
Nonostante il lavoro svolto da Nintendo con The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom a livello narrativo, non possiamo non premiare anche qui Baldur’s Gate 3 per il semplice fatto che il giocatore è il vero narratore nell’opera di Larian.
Baldur’s Gate 3 ci permette di scrivere la nostra storia strada facendo e di farlo in maniera sempre diversa.
Ogni run di Baldur’s Gate 3 potrebbe risultare in una nuova storia ancora più avvincente della precedente, caratterizzata da una quantità praticamente infinita tra diverse opzioni di dialogo e filmati che da soli basterebbero a creare decine di stagioni della nostra serie tv fantasy preferita, il tutto perfettamente integrato col gameplay e con delle meccaniche che rendono l’esperienza ludica innanzitutto divertente e in secondo luogo appagante dal punto di vista narrativo.
Menzione d’onore per l’espansione Cyberpunk 2077: Phantom Liberty ad opera dei polacchi CD Projekt RED che oltre a raddrizzare un lancio tormentato e deludente sotto molti punti di vista, riescono a risollevare le sorti di Cyberpunk 2077 introducendo un nuovo filone narrativo dal clima spy-thriller che oltre a portare diverse novità al gioco base, risulta essere narrativamente una spanna sopra alla già ottima narrativa del gioco originale.
Se nella narrazione Baldur’s Gate 3 la spunta per la quantità, sulla qualità c’è poco da eccepire,
l’esclusiva Nintendo The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom ci riporta in una Hyrule ancora più grande e vasta rispetto al primo capitolo, ancora una volta dal punto di vista del design ineccepibile e ulteriormente ampliata nei contenuti, rendendo di fatto questo Zelda il gioco migliore attualmente disponibile su Nintendo Switch. Visivamente Hyrule e lo stile grafico utilizzato dagli sviluppatori è semplicemente perfetto, regalando degli scorci mozzafiato e un sistema di illuminazione davvero ben fatto, il tutto facendolo girare in maniera perfetta su una console ibrida dalla potenza tutt’altro che next-gen.
Medaglia d’argento per il padre degli hack-n-slash, un grande ritorno che come sempre non delude dal punto di vista artistico e ci porta ad esplorare dei livelli davvero eccezionali, sempre curati in ogni minimo dettaglio e in linea con l’esperienza che ci si aspetta da un titolo del calibro di Diablo IV.
Menzione d’onore per l’attesissimo Final Fantasy XVI che con il regno di Valisthea ha offerto ai videogiocatori un’esperienza di gioco artisticamente ottima, prendendo spunto da opere moderne come Game of Thrones e il Signore degli Anelli, pur mantenendo lo stile classico della serie e arricchendolo con elementi nuovi come gli scontri tra i mastodontici Eikon.
Per ricollegarci al discorso di prima, The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom non solo è dal punto di vista artistico un lavoro eccezionale, ma lo è ancora di più dal punto di vista tecnico se pensiamo che tutto quel ben di dio, quei panorami mozzafiato, la gestione della fisica (ancora più al centro dell’esperienza di gioco), sia disponibile su una console come Nintendo Switch.
Dal punto di vista tecnico e dell’ottimizzazione vedere un gioco del genere girare su un hardware così vecchio e così poco potente è senza ombra di dubbio un vero miracolo di ottimizzazione.
D’altra parte hardware più potenti regalano delle esperienze visive assurde come appunto quella offerta da Spider-man 2, dove Insomniac ci regala una New York visivamente eccezionale, animazioni ed effetti praticamente realistici ed una qualità di texture, sistema di illuminazione e ombre praticamente cinematografica.
Discorso simile per Final Fantasy XVI, altra esclusiva Playstation 5 che offre una realizzazione tecnica di gran livello, mossa da un motore di gioco proprietario creato appositamente per il gioco che riesce ad offrire un’esperienza di spessore sia nel dettaglio sia nella visione di insieme, con una realizzazione delle ambientazioni fotorealistica che spesso inganna l’occhio del videogiocatore.
Per il prossimo anno non prendete impegni perché il divertimento non si fermerà, ma a differenza degli anni scorsi dove per il capodanno avevamo già la lista della spesa fatta, nel 2024 le certezze sono davvero poche e come di consueto destinate ad essere influenzate da vari ritardi e rinvii vari.
Prima fra tutte ovviamente è l’uscita su supporto fisico per Baldur’s Gate 3 di cui finalmente potranno godere tutti i videogiocatori che digeriscono ancora poco il digitale e che avranno la possibilità di giocare l’esperienza completa della Deluxe Edition, inclusiva della tanto attesa patch 5.0.
Dal punto di vista delle esclusive, Sony e Microsoft si presentano al 2024 con un titolo ciascuno entrambi interessanti e attesissimi dai fan. Il primo è Final Fantasy VII Rebirth che è la seconda parte del remake del classico Final Fantasy VII che finalmente ci porterà ad esplorare Midgar nella sua fase più open-world (quella più bella del classico PS1). Il secondo invece è l’attesissimo sequel di Hellblade: Senua’s Sacrifice, che entra di diritto nella categoria dei tripla A dopo il grande successo del primo titolo indipendente e dal quale ci aspettiamo davvero tanto viste le premesse.
Discorso inverso invece per Rocksteady che è chiamata alla rinascita con il prossimo Suicide Squad Kill the Justice League dopo il mezzo flop rimediato con Gotham Knights.
Le premesse in questo caso lasciano ben sperare per trovarci tra le mani un gioco all’altezza dello studio alle sue spalle, che quantomeno parte con una base narrativa più irriverente e sopra le righe rispetto ai noiosi Gotham Knights fin troppo vedovi di Batman e Joker.
Ultimo e forse unico gioco che difficilmente vedremo entro l’anno, GTA 6 finalmente si affaccia al pubblico con un imminente annuncio confermato da parte di Rockstar Games che potrebbe anche essere una rivelazione a stretto giro visto che di tempo per sviluppare il gioco ce n’è stato e che secondo alcuni leak, si parla di una possibile data di uscita a Dicembre 2023, che innalzerebbe tantissimo l’attenzione verso il prossimo anno videoludico, con quello che già da oggi si candida ad essere il prossimo gioco dell’anno.